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Perché conciliare?

LA NUOVA MEDIAZIONE OBBLIGATORIA

Il decreto legislativo n. 28 del 2010 è il provvedimento di attuazione della legge delega contenuta nella legge di riforma del processo civile (legge n. 69/2009).

Le nuove norme sul procedimento di mediazione sono entrate in vigore il 20 marzo 2010, ma l’obbligatorietà della mediazione quale condizione di procedibilità entrerà in vigore a partire dal 20 marzo 2011, nelle seguenti materie:

  • condominio;
  • diritti reali;
  • divisioni, successioni ereditarie, patti di famiglia;
  • locazione, comodato;
  • affitto di aziende;
  • risarcimento del danno derivante dalla circolazione di veicoli e natanti;
  • risarcimento del danno derivante da responsabilità medica;
  • risarcimento del danno derivante dalla diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità;
  • contratti assicurativi, bancari e finanziari.

L’art. 5, comma 1, del decreto prevede che chi intende esercitare in giudizio un’azione relativa a una controversia nelle suddette materie deve esperire il procedimento di mediazione ovvero il procedimento di conciliazione previsto dal d. lgs. n. 179/2007, ovvero il procedimento istituito in attuazione dell’art. 28-bis del Testo Unico delle Leggi in materia bancaria e creditizia di cui al d. lgs. n. 385/1993.

AGEVOLAZIONI TRIBUTARIE

Il decreto legislativo n. 28/2010 ha previsto tre tipologie di agevolazioni fiscali, inserendo la disciplina sia nel capo dedicato agli Organismi di mediazione, che regola anche le coperture del fondo giustizia (art.17), sia in un capo apposito, intitolato “Disposizioni in materia fiscale e informativa” (art. 20).

In particolare l’art. 17 prevede che tutti gli atti, i documenti e i provvedimenti relativi al procedimento di conciliazione sono esenti da imposta di bollo e da ogni spesa, tassa o diritto di qualsiasi specie e natura e che il verbale di accordo è esente dall’imposta di registro entro il limite di valore di € 50.000,00 altrimenti l’imposta è dovuta solo per la parte eccedente.

L’art. 20 prevede il riconoscimento di un credito di imposta a favore delle parti che pagano le indennità ai conciliatori ovvero fino a € 500,00 nel caso di successo della mediazione e della metà nel caso di insuccesso.

LE PENALITA' PER CHI NON CONCILIA

Non conciliare può costare caro!

L’art. 13 del d. lgs. n. 28/2010 prevede che quando il provvedimento che definisce il giudizio corrisponde integralmente al contenuto della proposta di mediazione, il giudice esclude la ripetizione delle spese sostenute dalla parte vittoriosa che ha rifiutato la proposta, riferibili al periodo successivo alla formulazione della stessa, e la condanna al rimborso delle spese sostenute dalla parte soccombente relative allo stesso periodo, nonché al versamento all’entrata del bilancio dello Stato di un’ulteriore somma di importo corrispondente al contributo unificato dovuto.

Quando, invece, il provvedimento che definisce il giudizio non corrisponde interamente al contenuto dalla proposta, il giudice, se ricorrono gravi ed eccezionali ragioni, può escludere la ripetizione delle spese sostenute dalla parte vittoriosa per l’indennità corrisposta al mediatore e per il compenso dovuto all’esperto.

POTENZIALITA' DELLA CONCILIAZIONE NEGLI ENTI PUBBLICI E PRIVATI, ASSOCIAZIONI E AZIENDE CHE GESTISCONO SERVIZI PUBBLICI

Conciliatio ADR costituisce uno strumento per rispondere con efficacia alle esigenze e alle aspettative delle imprese, dei cittadini e utenti, come una valida alternativa per risolvere le problematiche attuali dei giudizi ordinari, così da favorire trasparenza, celerità, economicità ed efficienza, contribuendo a offrire l’immagine di una amministrazione pubblica moderna e qualificata, vicina alle reali esigenze del cittadino e delle imprese.

Il tema della conciliazione extragiudiziale e gli orientamenti assunti in proposito da Cociliatio ADR vanno collocati nel più generale contesto delle politiche della qualità, che hanno registrato negli ultimi anni una costante evoluzione collegata sia alle dinamiche istituzionali, economiche e organizzative che hanno caratterizzato i servizi pubblici locali, sia alla progressiva precisazione degli obiettivi e al rafforzamento degli strumenti. L’operare congiunto con Conciliatio ADR ha l'obiettivo di favorire l'esercizio dei diritti dei consumatori, utenti e cittadini.

L'impegno di Conciliatio ADR a favorire l'affermazione di procedure di conciliazione extragiudiziale per la soluzione delle controversie insorte tra le imprese e gli utenti va letto in questa chiave. Con tali procedure, infatti, si intende, da una parte, ridurre e snellire un contenzioso controproducente e costoso per le imprese, dall'altra mettere a disposizione degli utenti strumenti agevoli e non onerosi per ottenere il riconoscimento dei propri diritti.

A tale fine Conciliatio ADR sottoscrive convenzioni con le associazioni, enti pubblici/privati e aziende che gestiscono servizi pubblici, al fine di esplicitare l'intento di promuovere entrambe le forme di conciliazione, sia quella volontaria che obbligatoria.

In questo contesto si colloca la strategia di mettere a disposizione possibilità diverse a seconda del valore della controversia e della categoria di utente coinvolto.

In particolare Conciliatio ADR promuove l’organizzazione di numerose iniziative ovvero di seminari, convegni, presentazione di corsi di formazione per conciliatori, illustrazione di servizi disponibili presso gli sportelli e pratica descrizione delle procedure conciliative.

Conciliatio ADR promuove l'inserimento, negli statuti delle società, enti, associazioni nonché a nei contratti commerciali, di clausole che prevedano il ricorso alla procedura conciliativa come primo tentativo per la soluzione delle controversie, in particolare, verrà inserito il riferimento alla procedura amministrata dalla Conciliatio ADR.

 
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